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Dati soggettivi e narrazione pseudoscientifica

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Dati sbagliati, analisi falsate, conclusioni prive di fondamento: il relativismo assoluto dei nostri tempi

di Alice Basiglini*

È davvero sconfortante quanto accaduto in occasione della 15a Conferenza Nazionale della Fondazione Gimbe, ma è lo ancora di più quanto è accaduto dopo; o meglio, quanto non è accaduto. Non solo sono stati diffusi dati macroscopicamente sbagliati, non solo sono state fatte dichiarazioni bislacche su fondi sanitari e sanità privata accreditata, ma non c’è stato neanche spazio per un più che dovuto momento di rettifica, di chiarimento rispetto ad abbagli lampanti.

Com’è possibile che Cartabellotta, presidente di Gimbe, non conosca – neanche in modo approssimativo – il numero di ospedali italiani, al punto da scambiarne il totale con quello delle sole strutture di diritto privato? Com’è possibile stabilire – sulla base di questo errore grossolano – che gli ospedali privati accreditati siano raddoppiati, quando in realtà sono diminuiti?

Com’è possibile che si possa affermare che “la normativa sui fondi sanitari sia un vero e proprio “cavallo di troia” che dirotta su assicurazioni e sanità privata accreditata risorse pubbliche”, quando il privato accreditato altro non è che la seconda anima del Servizio sanitario nazionale, completamente estranea ai fondi integrativi, ma finanziata attraverso la fiscalità generale? Come è possibile confondere privato puro e componente di diritto privato del Ssn e ignorare che quest’ultima sia in tutto e per tutto Sanità pubblica?

Difficile trovare una risposta, tanto più se consideriamo che l’intento di Gimbe sia quello di stilare “i 14 punti per rilanciare il Ssn”.

Tuttavia, ciò che più dovrebbe far riflettere è come, nonostante la Presidente nazionale di Aiop abbia prontamente fatto notare l’equivoco, Gimbe non abbia sentito alcuna esigenza di intervenire a correzione di quanto rappresentato in occasione del suo più importante evento annuale e riportato su tutte le maggiori testate di settore e non.

È un fatto grave, soprattutto se poi, in quello stesso documento così carico di imprecisioni, si insiste sui concetti di evidenze scientifiche, di alfabetizzazione sanitaria e di contrasto alle fake news. Perché è proprio in questo modo che si alimenta la disinformazione: diffondendo dati errati e non rispondendo dei propri errori di analisi e valutazione.

È un fatto ancora più grave se le fake news sono diffuse da una realtà che gode di credibilità e autorevolezza e che – citando le parole del Suo Presidente – “promuove l’integrazione delle migliori evidenze scientifiche in tutte le decisioni politiche, manageriali, professionali che riguardano la salute delle persone”. Nino Cartabellotta, da parte sua, è una figura riconosciuta, presente in prima serata in diversi spazi televisivi come profilo terzo ed esperto di alto livello.

Ecco perché tutto il mondo scientifico, accanto a quello della Sanità pubblica, attende un chiarimento da parte di Gimbe, nella consapevolezza che la scienza e i dati oggettivi non possano in alcun modo sottostare al mainstream e che il dovere di accountability sia prima di tutto tecnico, se si vuole indicare alla Politica la giusta strada da percorrere.

*Associazione Italiana Ospedalità Privata Responsabile Area Epidemiologia Valutativa Ufficio studi e statistiche, UEHP

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